Luca Marangolo
University of Roma Tre, Comparative literature, Graduate Student
- Comparative Literature, Shakespeare, Shakespeareean Drama, Greek Tragedy, Philosophical Anthropology, Literary Theory, and 22 moreCinema Studies, Fairytales, Gilles Deleuze, Helmuth Plessner, Genre Theory, Italian Renaissance Drama, Janus Pannonius Guarino Veronese of Verona Joannes Camers Joachim Vadianus Renaissance education rhetoric Vorlesungsmitschriften Renaissance commentary marginal notes book margins, Theory of the Novel, The Novel, Philosophy of Art, Jean-Pierre Vernant, Classics, Martin Heidegger, Georg Lukacs, Alexandre Kojève, René Girard, Philosophy, Cultural Studies, Literature, Critical Theory, English Literature, and Gian Luigi Beccariaedit
Il saggio rilegge alcuni elementi stilistici e strutturali di Petrolio, il grande romanzo postumo di Pier Paolo Pasolini. Riallacciandosi ai più accreditati sforzi ermeneutici sul testo, il lavoro enfatizza il ruolo della contaminazione... more
Il saggio rilegge alcuni elementi stilistici e strutturali di Petrolio, il grande romanzo postumo di Pier Paolo Pasolini. Riallacciandosi ai più accreditati sforzi ermeneutici sul testo, il lavoro enfatizza il ruolo della contaminazione intermediale all'interno dell'o-pera, in quanto elemento chiave per comprenderne la singolare forma, traendo spunto dai saggi teorici dello stesso Pasolini in Empirismo eretico. È proprio il campo dei media e dell'intermedialità, infatti, a essere storicamente ciò da cui emergono i problemi complessi che Petrolio cerca di interpretare, in netta opposizione ad altri esiti della letteratura postmoderna coeva.
The essay rereads some stylistic and structural elements of Petrolio, the great posthumous novel by Pier Paolo Pasolini. Referring to the most successful hermeneutic efforts on the text, the work emphasizes the role of contamination between media within the novel, as a key element to understand its singular form, drawing inspiration from Pasolini's theoretical essays in Empirismo Eretico. In fact, it is precisely the field of the media and of intermediality where historically all the complex problems that Petrolio tried to address were emerging, in clear opposition with other outcomes of the contemporary postmodern literature. Parole chiave |
The essay rereads some stylistic and structural elements of Petrolio, the great posthumous novel by Pier Paolo Pasolini. Referring to the most successful hermeneutic efforts on the text, the work emphasizes the role of contamination between media within the novel, as a key element to understand its singular form, drawing inspiration from Pasolini's theoretical essays in Empirismo Eretico. In fact, it is precisely the field of the media and of intermediality where historically all the complex problems that Petrolio tried to address were emerging, in clear opposition with other outcomes of the contemporary postmodern literature. Parole chiave |
Research Interests: Literature and cinema, Intermediality, Modernist Literature (Literary Modernism), Postmodernism, Contemporary Poetry, and 11 morePostmodernism (Literature), Niklas Luhmann, Pier Paolo Pasolini, Transparency, Opacity, Cinematic Modernism, Chronicles, Postmodern Cinema, Frederic Jameson, Bolter and Grusin, and Petrolio, Pier Paolo Pasolini
l'intervento propone un'ipotesi interpretativa sulla persistenza del tema letterario del borghese e della borghesia. Molti altri campi del sapere (economia, sociologia) hanno di fatto accantonato questa categoria per interpretare la... more
l'intervento propone un'ipotesi interpretativa sulla persistenza del tema letterario del borghese e della borghesia. Molti altri campi del sapere (economia, sociologia) hanno di fatto accantonato questa categoria per interpretare la contemporaneità, maper molti recenti studi di importanti firme della critica letteraria - da Fr,anco Moretti, a Guido Mazzoni all'ultima recente raccolta curata da de Cristofaro e Viscardi - il tema risulta ancora di grande attualità.
Research Interests: Literature, Theodor Adorno, Literary Criticism, Literary Theory, Roland Barthes, and 15 moreMythologies, Karl Marx, Cultural Criticism, Franco Moretti, Letteratura, Teoria Della Letteratura, Borghesia, Romanzo Dell'Ottocento, Jürgen Kocka, Letteratura Comparata, Storia Della Critica Letteraria, Critica Tematica, Teoria del romanzo, History of the bourgeois society, and Stanisław Ossowski
Questo intervento analizza Animali notturni di Tom Ford (2016), thriller tratto dal romanzo Tony and Susan di Austin Wright. Il lavoro evidenzia gli espedienti formali che permettono al regista di costruire un’opera che interseca due... more
Questo intervento analizza Animali notturni di Tom Ford (2016), thriller tratto dal romanzo Tony and Susan di Austin Wright. Il lavoro evidenzia gli espedienti formali che permettono al regista di costruire un’opera che interseca due piani narrativi diversi, esaltando le tensioni semantiche fondamentali di entrambe le storie. Il senso dell’operazione viene poi inquadrato all’interno dell’evoluzione narrativa dell’audiovisivo nell’epoca “postmediale” e, per completarne l’interpretazione, viene intessuto un parallelo con la struttura della tragedia greca, la quale era costituita anch’essa da due piani della narrazione dotati di funzioni analoghe: il coro e il mito.
Viene infine ipotizzato un nesso strutturale - di cui Nocturnal Animals è una traccia - fra una relativa messa in crisi della struttura narrativa cinematografica post-classica e la serialità dei grandi Quality Drama contemporanei.
Viene infine ipotizzato un nesso strutturale - di cui Nocturnal Animals è una traccia - fra una relativa messa in crisi della struttura narrativa cinematografica post-classica e la serialità dei grandi Quality Drama contemporanei.
Research Interests: Cinema, Niklas Luhmann, New Media Studies, Cinema Studies, Postmedia, and 15 morePost-Cinema, Teoria Letteraria, Nuovi Media, Semiotica della televisione, Jean-Pierre Vernant, Riscritture, Ruggero Eugeni, Storia Dei Generi Letterari, Nocturnal animals, Cinema E Letteratura, Tom Ford, Serie Televisive, Letteratura e cinema, Tragedia Greca, and Semiotica Dei Media
Questo saggio propone alcune riflessioni per una genealogia della letteratura modernista a partire dal romanzo dell'Ottocento, ancora da compiersi. Uno dei meriti di "Teoria del romanzo" di Guido Mazzoni è stato appunto quello di... more
Questo saggio propone alcune riflessioni per una genealogia della letteratura modernista a partire dal romanzo dell'Ottocento, ancora da compiersi. Uno dei meriti di "Teoria del romanzo" di Guido Mazzoni è stato appunto quello di riportare l'attenzione sui rapporti genetici fra la letteratura dell'Ottocento e il Modernismo. La ricostruzione di Mazzoni è però improntata non a costruire una filogenesi del modernismo, ma a completare la genealogia del romanzo, di cui il modernismo è uno dei punti culminanti. Questo paper capitalizza le intuizioni di questo critico, ma imposta il problema spostando il suo focus sul modernismo in sé, formulando ipotesi teoriche su come un simile lavoro possa e debba essere compiuto. Nato nell'ambito del gruppo di studio sulla borghesia ottocentesca della Federico II, Opificio di letteratura 2017, il saggio sceglie come trait-d'union tematico la crisi del romanzo borghese fino alle soglie di questa temperie letteraria.
Research Interests: Comparative Literature, Theory of the Novel, Franz Kafka, Virginia Woolf, Modernism, and 12 moreGenealogia, Charles Dickens, Emile Zola, Bourgeoisie, Stream of Consciousness, Franco Moretti, Modernismo, Gustave Flaubert, Storia Dei Generi Letterari, Guido Mazzoni, Storia delle forme letterarie, and Flusso di coscienza
Ho scritto questo Paper nell'ambito di un dossier di discussione sul manuale di teoria letteraria di Brugnolo, Colussi, Zatti e Zinato "la scrittura e il mondo". Ripercorrendo i punti di snodo di questo testo, provo a tracciare un'ipotesi... more
Ho scritto questo Paper nell'ambito di un dossier di discussione sul manuale di teoria letteraria di Brugnolo, Colussi, Zatti e Zinato "la scrittura e il mondo". Ripercorrendo i punti di snodo di questo testo, provo a tracciare un'ipotesi di lavoro su come ripensare l'evoluzione delle teorie letterarie del Novecento. L'ipotesi è che, prima ancora che di strumenti di analisi testuale, si tratti di tracce di un'epistemologia - se non addirittura un'antropologia filosofica dell'arte - per capire la quale ancora oggi non abbiamo abbastanza strumenti critici e filosofici.
Research Interests:
Questo lavoro fornisce una spiegazione teorica dell’ambivalenza formale di tre romanzi fiabe-schi scritti a cavallo tra Ottocento e Novecento: Alice’s adventures in Wonderland (1865) di Lewis Carroll, Le avventure di Pinocchio, storia di... more
Questo lavoro fornisce una spiegazione teorica dell’ambivalenza formale di tre romanzi fiabe-schi scritti a cavallo tra Ottocento e Novecento: Alice’s adventures in Wonderland (1865) di Lewis Carroll, Le avventure di Pinocchio, storia di un Burattino (1881) di Carlo Collodi e Peter Pan (1912) di James M. Barrie. È illustrato il processo tramite cui fiaba e romanzo si contaminano al pun-to che l’una è assimilata all’altro; sono infine prese in considerazione questioni epistemologiche legate, essenzial-mente, all’avvento della psicanalisi, che forniscono una prospettiva da cui osservare questi testi come un momento di transizione formale tra il fantastico e il soprannaturale classici dell’Ottocento e le sperimentazioni moderniste e avanguardiste.
Research Interests:
La fulgida figura di Roland Barthes si staglia solitaria brillando di una luce tutta sua, al centro esatto del panorama novecentesco, e si offre in una forma strana ai nostri occhi, che sono figli ormai di un nuovo... more
La fulgida figura di Roland Barthes si staglia solitaria brillando di una luce tutta sua, al centro esatto del panorama novecentesco, e si offre in una forma strana ai nostri occhi, che sono figli ormai di un nuovo secolo.
Si, perché Barthes è senza dubbio una delle personalità cruciali, preminenti e più influenti della cultura letteraria e filosofica del Novecento: citatissimo, brillante innovatore, sagace analista e critico dall’inebriante raffinatezza. Tutte queste doti meravigliose non possono però nascondere il fatto che Barthes non è stato solo il più grande fra i critici, è stato anche il più inafferrabile.
Si, perché Barthes è senza dubbio una delle personalità cruciali, preminenti e più influenti della cultura letteraria e filosofica del Novecento: citatissimo, brillante innovatore, sagace analista e critico dall’inebriante raffinatezza. Tutte queste doti meravigliose non possono però nascondere il fatto che Barthes non è stato solo il più grande fra i critici, è stato anche il più inafferrabile.
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Questo è il testo di una presentazione che ho tenuto al convegno Compalit "Finzioni", il 14 Dicembre 2018. David Lynch sviluppa una tecnica narrativa astratta che si emancipa da altre forme di discrosività. Il suo percorso è analizzato... more
Questo è il testo di una presentazione che ho tenuto al convegno Compalit "Finzioni", il 14 Dicembre 2018.
David Lynch sviluppa una tecnica narrativa astratta che si emancipa da altre forme di discrosività. Il suo percorso è analizzato sulla base di alcuni significativi apporti della narratologia postclassica, in particolare i Basic Elements of Narrative di David Herman. In fine, viene avanzata una ipotesi di ricerca intermediale che auspica il confronto con altre forme di narrazione postmoderna
David Lynch sviluppa una tecnica narrativa astratta che si emancipa da altre forme di discrosività. Il suo percorso è analizzato sulla base di alcuni significativi apporti della narratologia postclassica, in particolare i Basic Elements of Narrative di David Herman. In fine, viene avanzata una ipotesi di ricerca intermediale che auspica il confronto con altre forme di narrazione postmoderna
Research Interests:
Questo è il testo di una relazione che ho tenuto al laboratorio dell'Associazione di studi letterari comparati Sigismondo Malatesta. Il testo parte da alcune importanti interpretazioni di Petrolio, come quelle di Carla Benedetti e di... more
Questo è il testo di una relazione che ho tenuto al laboratorio dell'Associazione di studi letterari comparati Sigismondo Malatesta. Il testo parte da alcune importanti interpretazioni di Petrolio, come quelle di Carla Benedetti e di Walter Siti; ma si concentra sui forti aspetti di intermedialità del testo di questo complesso romanzo, cercando di gettare le basi per uno studio macrotestuale e intermediale della produzione letteraria e cinematografica di Pasolini
Research Interests: Pasolini, Intermediality, transmediality, International Modernism; Transatlantic Approaches to American, British, and Continental European Literature; the Visual Culture of Modernism; Textual Editing and Literary Manuscripts; Little Magazines; and Translation, Cinema E Letteratura, and Letteratura e cinema
Una delle tendenze sotterranee più interessanti che sembrano emergere nel pensiero filosofico del nostro tempo è il fatto che, lentamente ma progressivamente, le idee tendano a imporsi da sole, proprio perché, è ormai chiaro a tutti, il... more
Una delle tendenze sotterranee più interessanti che sembrano emergere nel pensiero filosofico del nostro tempo è il fatto che, lentamente ma progressivamente, le idee tendano a imporsi da sole, proprio perché, è ormai chiaro a tutti, il nostro pensiero è messo alle strette dopo troppi anni di un'autoreferenzialità sofisticata, raffinata, talvolta addirittura sublimata, ma forse poco utile allo scopo. Se viviamo in un tempo che, disperatamente, ha bisogno di nuove categorie per essere compreso uno autore che, credo, non andrebbe lasciato fuori dal nostro retaggio collettivo è Antonio Gramsci. Ma le valutazioni soggettive, su questo, contano relativamente: proprio perché il pensiero, come dicevo, si impone sempre più da sè, grazie alla capacità che ha di essere interprete del nostro mondo. E così scopriamo che Gramsci è, nell'ambito della critica letteraria e della cultura, uno degli autori italiani più letti e interrogati in Occidente. Ci sono gli studi culturali, certamente, che hanno fatto loro il pensiero di quest'autore da tempo, ma anche una nuova concezione critica e sovranazionale che, lentamente ma con decisione, si sta facendo strada nella sensibilità di sinistra: penso ai vari movimenti legati a Varoufakis, Jeremy Corbin e Bernie Sanders. Ma il richiamo quanto più possibile urgente all'attualità di Antonio Gramsci del resto è la rivolta in corso in queste ore sugli Champs Elysées. Le violenze di strada che avvengono in questi istanti sono il segno di una Francia divisa che riemerge sotto l'esilissima superfice di una ricostruzione socialdemocratica che, sotto la "guida" di Macron, non è altro che l'ennesimo esempio, nell'Occidente degli ultimi anni, di conflitti sociali deprivati di una narrazione ideologica autentica, che sia espressione degli interessi concreti delle persone che la abbracciano. Quando il pensiero e la storia si muovono, il lavoro intellettuale non può far altro che seguirli; e tuttavia non può farlo passivamente, nel senso gramsciano del termine: deve cercare di capire perché Gramsci è così presente nel nostro Zeitgeist, ritessere le complesse fila di una domanda di pensiero che viene da più parti e cercare di darvi risposta. Ma, nel far ciò, sono due gli errori che dobbiamo assolutamente evitare. Il primo: dobbiamo evitare di abdicare alle istanze di cambiamento più profonde nella nostra coscienza, perché esse sono il nucleo ideologico che fa da propulsione alla nostra attività intellettuale, tiene insieme in un modo irrequieto e vivo il passato della nostra formazione intellettuale e il futuro che da essa riusciamo ad immaginare. Il secondo errore che, fatalmente, bisogna evitare di commettere, è quello di assimilare l'oggetto della nostra indagine alle nostre categorie intellettuali, trasformando il nostro desiderio di cambiamento in una strana forma di cecità. In un tempo in cui si marginalizza radicalmente l'ideologia dal dibattito politico, chiunque voglia fare una critica militante deve avere, insomma, l'intelligenza di pensare alla propria ideologia come a qualcosa di simile al super-io di Freud, una formazione di compromesso sempre e costantemente in bilico fra la più nobile tensione ideale-necessaria, con la propria capacità di vedere oltre, per trasformare il presente-e la schiavitù di un imperativo irrazionale. È con questo spirito che consiglio vivamente la lettura de Il presente di Gramsci (Galaad), una bella raccolta curata da Mimmo Cangiano, Paolo Desogus, Marco Gatto e Lorenzo Mari che, mi sembra, hanno fatto esattamente quel che bisognava: più che dimostrare l'attualità del pensiero gramsciano, hanno provato a farla emergere dalle cose stesse, senza feticismi. Si comincia con un lungo saggio di Marco Gatto, che distende sull'intera raccolta un senso di prospettiva e affonda le sue radici fra l'altro nelle intuizioni critiche di Frederic Jameson e Gilles Lispensky, con le quali Gatto si preoccupa di separare la posizione critica e militante dei due autori dalle molte riletture della modernità elaborate dal postmodernismo: pagina 1 / 4
